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Ambiente è territorio. Il protocollo tra enti e associazioni su rifiuti, acqua e mobilità sostenibile.

mar 24, 2012 by

Ambiente è territorio. Acqua, rifiuti e mobilità sostenibile. Il meeting del Coordinamento dello sviluppo locale (CSL), organizzato da Cantiere Giovani è stato ospitato il 21 marzo nella sala consiliare del Comune di Frattamaggiore

Ambiente è territorio. Acqua, rifiuti e mobilità sostenibile. Il meeting del Coordinamento dello sviluppo locale (CSL), organizzato da Cantiere Giovani è stato ospitato il 21 marzo nella sala consiliare del Comune di Frattamaggiore. Moderatore, il giornalista del Mattino Giuseppe Maiello. L’introduzione ai workshop ha visto i saluti iniziali dell’assessore all’associazionismo e pubblica istruzione Rosa Bencivenga, che ha annunciato la partenza di un progetto sulla raccolta differenziata che coinvolgerà tutti gli alunni delle scuole del territorio frattese. Sono intervenuti Giuseppe Di Stefano, presidente Csv, che ha evidenziato l’importanza di reti come quella di Csl, prospettando la creazione di realtà simili in altri territori. Il sindaco di Crispano, Carlo Esposito, che ha sottolineato l’utilità di costruire impianti necessari per la differenziata e lo smaltimento dei rifiuti, che possano essere resi una risorsa per il territorio. Antonio Gianfico per il Csl ha illustrato gli obiettivi raggiunti dalla rete in pochi anni.
I workshop si sono incentrati sullo sviluppo di proposte sulle tre tematiche: acqua, rifiuti e mobilità sostenibile. Ai tavoli si è lavorato all’individuazione di punti di criticità e proposte. Cittadini, associazioni ed enti, assieme per un territorio più vivibile, hanno creato un protocollo d’intesa che presto sarà presentato a tutte le amministrazioni che aderiscono alla rete Csl nei Comuni compresi tra Caserta e Napoli. Al termine i facilitatori hanno enucleato i punti salienti.

Maria D’Ambrosio, Suor Orsola Benincasa, facilitatrice del tavolo sul monitoraggio e la qualità delle acque ha esposto l’intervento dei cittadini e delle associazioni intervenute al workshop sulla salute. La tutela di quest’ultima in merito alla qualità delle acque a cura della pubblica amministrazione richiede l’applicazione del d.lgs. 31/2001 e gravita attorno a due focus. In primis organizzare incontri formativi e informativi per il controllo della qualità dell’acqua. Successivamente passare alla comunicazione ai cittadini sull’esito delle analisi che non susciti terrore sulla qualità dell’acqua, ma che migliori il rapporto tra le istituzioni e i cittadini sull’informazione dello stato della stessa.

Gabriele Gesso del Centro servizi per il volontariato, facilitatore del workshop sui rifiuti, ha tracciato le criticità e le proposte sui rifiuti. La questione si divide in due macro-aree: rifiuti urbani e industriali. Per quanto concerne i rifiuti urbani, si è parlato di come sia possibile smaltire la frazione organica in maniera differente da come viene intesa solitamente, cioè attraverso un processo di compostaggio di comunità. La proposta avanzata dal comitato “No ai tralicci” di Frattamaggiore, supportata da uno studio autoprodotto, permetterebbe un utilizzo differente dei fondi messi a disposizione dal bando comunale annuale realizzando un’opera il cui costo iniziale sarebbe di 30mila euro per 400 persone, utilizzando i fondi destinati al solo compostaggio per una cifra di circa 800mila euro. Il progetto permetterebbe di effettuare compost domestico di quartiere con l’installazione di impianti di prossimità. Lo studio mostra che ogni nucleo familiare costerebbe in media, e in materia di compostaggio, settemila euro annui. Mentre con il compostaggio domestico il costo sarebbe di 1200 euro annui, senza tener conto della vendita del compost prodotto.
Dalla discussione si è evinta l’impossibilità di smaltire i rifiuti siti nelle discariche ordinarie e delle cosiddette “eco balle”, presenti nei Cdr e negli ex Stir. La proposta in merito è quella di richiedere alle istituzioni, di mantenere fede alla promessa di perequazione, che viene utilizzata ogni qual volta si ripresenti una situazione di emergenza.
E’ emersa la difficoltà di smaltire i rifiuti che sono presenti nelle discariche abusive urbane. Luoghi in cui vengono abitualmente sversati rifiuti da cittadini incoscienti. Ne consegue la necessità di attirare l’attenzione delle istituzioni per la riqualificazione di queste aree periferiche. Da un’iniziale ipotesi sulla mancanza di risorse da destinarsi alla raccolta dei rifiuti, imputabile all’elevata percentuale di evasori della t.a.r.s.u., si è notato che il problema dell’evasione della stessa non costituisce il motivo fondamentale della scarsità dei fondi. Questa non sussisterebbe se venissero utilizzati in maniera efficace i fondi messi a disposizione dalla Regione Campania ai Comuni, finanziamenti che vanno dai sei a tredici milioni di euro per la gestione ordinaria. Punto saliente è quello dell’inadeguatezza dei Comuni in materia di differenziata. La mancanza di soluzioni innovative e di apertura alle istanze dei cittadini che sono consapevoli e ormai competenti in materia, legittimati alla richiesta di una migliore vivibilità del territorio, dopo aver affrontato un ventennio di emergenza rifiuti. Allargare la competenza dei cittadini sul come differenziare i materiali, può essere possibile stanziando parte delle entrate t.a.r.s.u. per il terzo settore, facilitando l’informazione, l’educazione e la sensibilizzazione.
Un esempio di spreco di risorse pubbliche è dato dalle mense scolastiche. Si consideri che ogni giorno viene distribuita ad ogni singolo bambino una bottiglina d’acqua. Nella sola Frattamaggiore la scuola dell’infanzia conta 800 unità. Per un totale di 4000 bottiglie a settimana, con un implemento inutile del volume di plastica da smaltire. Questo comporta un costo elevato facilmente abbattibile, se ogni scuola si dotasse di un distributore d’acqua potabile.

Altro annoso problema è la mancanza di controlli nella tracciabilità dei rifiuti industriali. La normativa che la regolamenta c’è, quello che manca sono i controlli e le sanzioni. Cosicché la percentuale di rifiuti non tracciati aumenta vertiginosamente e le aziende oneste si trovano a fare concorrenza ad altre che, invece, “risparmiano” sulla gestione dei rifiuti speciali e spesso anche pericolosi. Le biblioteche abbondano di libri che raccontano come le imprese (spesso del nord) si affidano alle ecomafie per lo smaltimento, a volte anche in cambio di certificati che accertano il corretto smaltimento, dichiarando il falso.

Dal terzo tavolo sulla mobilità sostenibile, facilitato da Tommaso Ederoclite, Federico II, si è proposto uno studio di fattibilità per collegare i Comuni a nord di Napoli e a sud di Caserta alle stazioni ferroviarie, con bus elettrici, alimentati da pensiline dotate di pannelli fotovoltaici.

Di Fabrizio Esposito e Chiarastella Foschini.

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