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(Video) Assemblea permanente in fabbrica ad Arzano. 120 operai della Nuova Sinter in agitazione

Era il 22 settembre quando all’ingresso della Nuova Sinter di Ivrea, in provincia di Torino, gli imprenditori Zucco, padre e figlio, vengono contestati ai cancelli della fabbrica, con uno dei due addirittura espulso dalla stessa. “Tu oggi non entri” gli dicevano. Il 21 Luglio la Nuova Sinter fu dichiarata fallita e ora in mezzo alla strada si ritrovano gli operai di Torino e di Arzano, in totale 237.


L’accusa mossa dagli operai di Arzano a Zucco è semplice: sciacallaggio. Gli operai ci raccontano che la Nuova Sinter è stata presa in gestione quando aveva commesse con grandi multinazionali del mercato automobilistico e di quei clienti non vi è più traccia per la cattiva gestione e infelici scelte societarie, come la mancanza di investimenti in ricerca e sviluppo, fondamentali per chi lavora nell’indotto di Fiat, General Motors, Ford, Opel, Peugeot e Renault. Inoltre i lavoratori non ricevono da mesi lo stipendio e, nonostante gli venisse sottratto in busta paga, non veniva versato il TFR da anni. Operai che si trovano nel limbo del né troppo vecchi per andare in pensione né troppo giovani da riuscire facilmente a reinventarsi nel mondo del lavoro, flessibile più che mai.

Gli operai ci raccontano che la storia dello sciacallaggio dell’azienda, che è sul territorio da decenni, non è partita con gli Zucco, ma da lontano e cioè dalla vecchia proprietà austriaca della Miba che già portò in Austria alcuni brevetti. Nonostante ci stesse ancora oggi la possibilità di interloquire con grosse multinazionali, le commesse non potranno essere soddisfatte perché i conti della società non permettono di soddisfare un investimento in tal senso.

Il dibattito pubblico è totalmente spostato sulla qualità della classe politica e difficilmente gli organi di informazione mainstream si fanno domande sulle qualità, morali e professionali, della classe imprenditoriale. Di come questa stessa consegua i suoi obiettivi nei vincoli imposti dalla costituzione* e di come la figura dell’imprenditore abbia influito sulla politica, sulla crisi economica, sull’ambiente e, sia sulla flessibilità che sulla reperibilità e l’organizzazione, del lavoro.

*”Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”

Arzano, dove ha vinto il federalismo criminale

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Piazza Cimmino, Arzano
di Nello Trocchia

Sono tornato ad Arzano. Non lo facevo da tempo. Chi la racconta come la città che ispirò il bel libro del compianto maestro Marcello D’Orta, dal quale è stato tratto il film Io Speriamo che me la cavo, la dice giusta in parte.  Arzano è il precipizio nel quale è sprofondato questo paese, ridotto ad elemosinare elezioni che si traducono in croci con una democrazia, ormai vento leggero, prono di fronte all’arsura dell’indifferenza e della rassegnazione.  Arzano è un comune in provincia di Napoli, 40 mila abitanti. Quando raccontai i comuni sciolti per mafia, iniziai da qui il mio viaggio. In questo paese si guarda in faccia la migliore riforma realizzata, mai passata neanche in prima lettura, quella del federalismo criminale. Morti ammazzati e contiguità.

Quella composizione di potere che è rappresentazione simbolica e insieme erogazione di servizi: la mafia sotto casa. Nel 2008 il comune venne azzerato per infiltrazione criminale. Un territorio stretto tra le bocche fameliche di diversi clan che controllano tutto, pure i funerali. Non è questione di quattro consiglieri che tornano a casa perché l’ente viene commissariato, non è questione di compromissione, è questione più alta, è lenta e operosa costruzione di consenso per lo scacchiere criminale e inesorabile perdita di credibilità per i poteri dello stato. Quando qualcuno, in ogni forma, media un diritto o baratta un dovere, è già morta la democrazia. Il 416 ter, articolo del codice penale, che la politica da 20 anni promette di riformare, avrebbe consentito di liberarci di signorotti locali al governo in combutta con il mafioso, ma non della mafiosità strisciante, del federalismo criminale, che è forma di stato, impasto crudele, groviglio tra rappresentanza pubblica e camorra. La relazione che accompagnava quello scioglimento era il manifesto del federalismo criminale. 

La lettura di un passaggio è indispensabile: “Al riguardo, la commissione ha messo in luce una cointeressenza del maresciallo del locale corpo della polizia municipale con una ditta di costruzione indicata come contigua alla criminalità organizzata locale. Il titolare dell’impresa, peraltro incaricata dei lavori connessi ad uno dei due illegittimi permessi a costruire, è cognato del predetto maresciallo che, in posizione funzionale di part-time presso l’ente locale, lo affianca nell’amministrazione della impresa edile. Ad avviso della commissione la presenza all’interno del comando della polizia municipale del predetto maresciallo nella sua duplice veste di vigile e imprenditore è risultata strumentale alla realizzazione di abusi edilizi posti in essere da congiunti di personaggi denunciati per reati di cui all’art. 416-bis c.p”.

A distanza di anni dopo lo scioglimento per camorra, si è tornati al voto. Un’inchiesta della magistratura ha portato ai domiciliari il nuovo sindaco per tentata concussione, ora ad Arzano c’è di nuovo il commissario. Bipolarismo perfetto. Prima centrosinistra e poi centrodestra. Stesso risultato fallimentare. E pensavo bastasse, invece no. Sono andato nell’area industriale per capire che lungo quel vialone, tra capannoni e orizzonti, c’è l’Italia che produce, menti e ingegno, lavoro e idee. I lavoratori della Micron sono ingegneri che vanno all’estero per formare i colleghi statunitensi. Orgoglio italiano. Ora ne vogliono cacciare 52 dal ciclo produttivo, in tutta Italia 419, e avviarsi alla chiusura dello stabilimento. Nessuna crisi, solo ricollocazione, la multinazionale è in utile. Ho seguito, per il programma la Gabbia, la loro settimana prima del piano di esuberi documentando il loro viaggio a Roma direzione Palazzo Chigi. Attendevano risposte, al momento hanno ricevuto gelanti consigli che hanno scatenato la loro indignazione. Hanno scritto anche al primo ministro Matteo Renzi. “Manca la politica”, hanno raccontato. Ecco la politica. Ad Arzano è commissariata, altrove è distratta e incapace. Così vince il federalismo criminale senza arresti e senza rumore.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Corteo contro la Camorra ad Arzano il 21 Marzo 2014 (video)

Arzano dice no alla camorra. Il 21 Marzo associazioni, scuole e cittadini hanno sfilato per le strade arzanesi per manifestare contro le violenze della criminalità organizzata. Il lungo corteo ha percorso il cuore della città, passando nel centro storico e in via Luigi Rocco, teatro dell’ultimo agguato camorristico in cui ha perso la vita un giovane innocente, Vincenzo Ferrante. Il corteo si è sciolto in piazza Raffaele Cimmino dopo un’assemblea pubblica in cui sono state ricordate le vittime innocenti delle mafie e ribadito la necessità di uscire dall’indifferenza per lottare insieme, uniti contro la camorra.

di Raffaella Pirozzi

 

Riprese, montaggio e video di Fabrizio Esposito

 

Scandalo ad Arzano. Arrestato per concussione il sindaco Giuseppe Antonio Fuschino

Fuschino
Il sindaco di Arzano Fuschino

Arrestato per concussione il sindaco di Arzano Giuseppe Antonio Fuschino. L’ordinanza emessa dalla Procura Napoli Nord e disposta dal gip presso il tribunale Napoli nord, è stata notificata al primo cittadino di Arzano questa mattina alle 10.30.

I carabinieri della locale stazione hanno, infatti, invitato Fuschino, che era già al suo posto in Comune, a recarsi presso la casa comunale per comunicazioni urgenti. Molto lo stupore e lo sgomento da parte del sindaco quando ha appreso dai militari di essere accusato di concussione.

In pratica, avrebbe ricevuto, secondo quanto emerge dall’ordinanza, favori personali in cambio di atti a lui dovuti in quanto primo cittadino di Arzano. Giuseppe Antonio Fuschino, 56 anni, nato in Venezuela, di area Pdl, è sindaco del centro in provincia di Napoli, dall’aprile del 2010.

Nel febbraio del 2008 il Comune di Arzano fu sciolto per infiltrazioni camorristiche e fu commissariato per circa due anni, fino all’elezione di Fuschino. In quegli anni si verificarono molti episodi inquietanti tra cui buste con proiettili e minacce ai commissari prefettizi, a giornalisti ed agli stessi carabinieri.

Fonte: ilmattino.it

Scene da Gomorra ad Arzano

Omicidio ad Arzano
Omicidio ad Arzano

Pochi minuti fa ad Arzano, in via Luigi Rocco,  in un centro estetico, come da copione di un “gangster movie”, sono state ammazzate a colpi di arma da fuoco due persone. Sei-sette colpi di pistola uditi, una delle vittime dovrebbe essere un noto boss della zona, secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri. Omicidio di chiaro stampo camorristico, si attendono ulteriori sviluppi per capire le dinamiche e il movente della sparatoria.

 

 

(il mattino)