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Fermiamo le due stragi: a Gaza e in Italia.

lug 17, 2014 by

AljazeeraMassimo Zucchetti, 

Tutti sap­piamo che in que­sto momento è in corso una strage: cen­ti­naia di civili pale­sti­nesi inno­centi, donne, bam­bini, anziani muo­iono sotto i bom­bar­da­menti ter­ro­ri­stici di Israele.

Non intendo par­lare di que­sto nel det­ta­glio: que­sto gior­nale (Il Mani­fe­sto) lo fa già ampia­mente e in maniera pro­fes­sio­nale ed one­sta. Leg­ge­telo, leg­gete gli arti­coli dei miei col­le­ghi: Michele Gior­gio, Chiara Cru­ciati, Anto­nio Maz­zeo, Man­lio Dinucci, e tutti gli altri. E Norma Ran­geri, e Tommaso di Francesco.

C’è un’altra strage in corso, meno cruenta senz’altro, ma altret­tanto — nel suo ambito — grave. La strage dell’informazione. Il bom­bar­da­mento terro­ri­stico di noti­zie e titoli inde­gni che la stampa nazio­nale sta effet­tuando pro­prio su Gaza.

Ho messo una vignetta ad ini­zio arti­colo, credo che parli più di mille elzeviri.

Israele è un pila­stro dell’imperialismo sta­tu­ni­tense ed occi­den­tale nel mondo. Israele è alleato dell’Italia, eco­no­mico e mili­tare. Israele acqui­sta le nostre armi e i nostri aerei. Obama pre­mio nobel bal­betta imba­raz­zato sulla strage in corso. Renzi o chi per lui non twitta nulla sul geno­ci­dio a Gaza, occu­pan­dosi invece in un inglese degno di Totò e Pep­pino di man­dare tutti a pranzo (que­sta è una sto­ria sulla quale torneremo).

Ergo, le “indi­ca­zioni edi­to­riali” sono facil­mente intui­bili. Con­trab­ban­dare “verità” e luo­ghi comuni:

  • A Gaza è in corso una guerra (non lo è, una guerra si com­batte fra eser­citi, non il quarto eser­cito del mondo con cac­cia­bom­bar­dieri e carri armati con­tro bande che lan­ciano razzi rudi­men­tali imme­dia­ta­mente inter­cet­tati dalla con­trae­rea, e non si com­batte una guerra bom­bar­dando deli­be­ra­ta­mente case civili, scuole, ospe­dali nelle quali NON c’è nes­sun “nemico”)
  • A Gaza è in corso una lotta fra­tri­cida (non è vero, il body count  è — ad ora — circa 165 morti e 1100 feriti a zero, quindi uno dei due “fra­telli” non muore)
  • I ter­ro­ri­sti di Hamas sono la causa di tutto que­sto e Israele deve solo difen­dersi (non è vero, Israele attua que­sta “poli­tica” da decenni prima che Hamas esi­stesse, fin dal 1948, si veda alla fine dell’articolo la sto­ria delle riso­lu­zioni ONU. Diciamo allora che il “pro­blema” sono i palestinesi?)
  • L’occidente vuole la pace e invita alla pace (falso, l’occidente vive di guerra, le sue eco­no­mie sono eco­no­mie di guerra che sulla guerra prosperano)
  • Israele ha il diritto di esi­stere e dob­biamo tute­larlo (falso. Ammesso per como­dità di discorso l’accettabilità del con­cetto di Stato (discorso che ci por­te­rebbe fuori strada e che tra­la­sciamo), il popolo israe­liano ha diritto a vivere in uno stato — così come il popolo pale­sti­nese ha il mede­simo diritto — ma non all’interno di uno stato con­fes­sio­nale e raz­zi­sta che per­se­gue una poli­tica di occu­pa­zione ter­ro­ri­stica e criminale)
  • Hamas usa il popolo pale­sti­nese come scudo umano (falso, nes­suno degli 8–10 mem­bri di Hamas che Israele ha deciso di assas­si­nare si trova o ha detto di tro­varsi nelle cen­ti­naia di case, scuole, ospe­dali che sono stati distrutti e bombardati)
  • Non c’è solu­zione a que­sto con­flitto se i pale­sti­nesi non la smet­tono di fare i ter­ro­risti (falso. Non c’è solu­zione a que­sto geno­ci­dio e a que­sta strage se Israele non ces­serà di avere nel suo DNA e nella sua costi­tu­zione, nella sua classe poli­tica di ogni parte, la mis­sione di por­tare avanti una occu­pa­zione con metodi inu­mani e cri­mi­nali di ter­ri­tori dove vivono altre popolazioni).
  • Il popolo israe­liano e il popolo pale­sti­nese vogliono la pace e cre­dono nella pace(falso. L’opinione pub­blica israe­liana è lar­ga­mente favorevole alla poli­tica del suo governo, men­tre i pale­sti­nesi dopo 60 anni e tante vuote “road map” alla pace non cre­dono più, mirano alla soprav­vi­venza, se non la loro, almeno del loro popolo, attuata ad esem­pio con un tasso di nata­lità molto alto)
  • Gli israe­liani tele­fo­nano dieci minuti prima di distrug­gerti la casa (straor­di­na­ria cor­te­sia, fa dav­vero spe­cie la per­vi­ca­cia con la quale queste donne e que­sti anziani siano restii o poco lesti ad abban­do­nare in dieci minuti le loro cose di una vita)

Ecce­tera.

Cir­co­lano foto­gra­fie dav­vero rac­ca­pric­cianti di bam­bini e donne e anziani uccisi in maniera inu­mana dai bom­bar­da­menti. Non quelle qui pubbliche­remo: ci sono i siti dove vederle e veri­fi­carle, a decine. Sui social net­work, l’ultima linea di difesa del sem­pre pre­sente gruppo di “né-né” ita­lioti, che non vogliono vedere, pre­fe­ri­scono non vedere e si occu­pano più pro­fi­cua­mente dei Mon­diali di cal­cio oppure dell’estate che non arriva, è che que­ste foto sono “di cat­tivo gusto” e non ser­vono a nulla. “Di cat­tivo gusto”, dav­vero, mi pare la frase asso­lu­ta­mente adatta per definire quanto sta suc­ce­dendo lag­giù: dav­vero di cat­tivo gusto distur­bare così la nostra estate ita­liana, la nostra sen­si­bi­lità, e i Mon­diali di cal­cio. Pub­bli­che­remo altre foto, altret­tanto forti, anzi secondo noi assai peg­giori, l’altra strage, quella dei media nazionali.

Esem­pio 1. Israele a Hamas: fer­ma­tevi. Poi sotto, in pic­colo (A Gaza 50 morti). Per aggiunta (Gli inte­gra­li­sti: pun­tiamo alla cen­trale nucleare).

Esem­pio 2: Israele e Hamas, lampi di guerra. Raid in rispo­sta ai razzi, 19 morti. Sirene a Geru­sa­lemme e Tel Aviv.

Io non credo siano neces­sari com­menti. Lasciamo par­lare que­ste orri­bili foto. E que­ste orri­bili parole che, come ha detto qual­cuno tempo fa, sono come pietre.

D’altra parte, occorre seguire certi trend. Guar­dando all’estero, un caso per tutti, il The New York Times titola i suoi pezzi in maniera aper­ta­mente (e banal­mente) par­ziale e ingan­ne­vole. Poi con un click su Goo­gle sco­pri che la gior­na­li­sta “inviata a Tel Aviv” è la moglie di una figura pub­blica israe­liana. (Gra­zie a Ld’A per la segna­la­zione).

L’importante, come sem­pre, è essere una Stato paci­fico ed edu­care i pro­pri bam­bini alla pace. Chi ha tempo e sto­maco apra allora que­sto link, è una pre­mière, dato che nes­sun media ita­liano ne ha sicu­ra­mente par­lato. Con­si­glio la visione ai pian­gi­tori sui ragaz­zini pale­sti­nesi “edu­cati all’odio” (gra­zie a AM per la segna­la­zione)

https://www.facebook.com/photo.php?v=659117300845761&set=vb.333012743456220&type=2&theater%20

Quanto sta suc­ce­dendo a Gaza, e in Pale­stina da 66 anni, è la diretta con­se­guenza dell’imperialismo. Ne è parte inte­grante. Il capi­ta­li­smo non può che soprav­vi­vere così: la mac­china poli­tica, eco­no­mica e sociale dell’Occidente viene oliata con il san­gue di que­ste guerre. La solu­zione c’è: una ribel­lione di massa. Altri­menti, come que­ste mie d’altronde, sono solo parole.

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Sono da sem­pre, per neces­sità, uno stu­dioso del periodo fasci­sta e di con­se­guenza nazi­sta. E’ meglio sapere e cono­scere, per poter con­tra­stare effica­ce­mente. Ho tro­vato e riporto qui due frasi di Joseph Goeb­bels, il cri­mi­nale mini­stro della pro­pa­ganda del Terzo Reich, respon­sa­bile fra i primi dell’orribile geno­ci­dio degli ebrei. Anche que­ste, senza com­mento, sol­tanto per riflet­tere. Non intendo fare paral­leli impro­pri e anti­sto­rici. Ma riflet­tiamo: e nel riflet­tere, fer­mia­moci e scen­diamo paci­fi­ca­mente nelle piazze per chie­dere la fine di tutto questo.

Goeb­bels (1938): “In quasi tutte le città tede­sche le sina­go­ghe sono state incen­diate. Esi­stono varie pos­si­bi­lità per uti­liz­zare il ter­reno sul quale sor­ge­vano. Alcune città vogliono costruirvi giar­dini; altre, case.”.

Goeb­bels (1942): “Si sta inflig­gendo agli ebrei una puni­zione certo bar­bara, ma che hanno pie­na­mente meri­tato. In simili que­stioni non si può lasciar spa­zio ai sen­ti­menti. Se non ci difen­des­simo, gli ebrei ci ster­mi­ne­reb­bero. E’ una lotta per la vita o la morte.”

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Con­cludo con un ser­vi­zio utile per i gior­na­li­sti ita­liani. E’ un elenco delle riso­lu­zioni ONU che riguar­dano Israele, non molto aggior­nato, ma chissà, può risul­tare inte­res­sante per loro. (Gra­zie al sito di Vik Arri­goni)

– Assem­blea Gene­rale riso­lu­zione 194 (1947): pro­fu­ghi pale­sti­nesi hanno il diritto di tor­nare alle loro case in Israele;
– Riso­lu­zione 106 (1955): Con­danna Israele per l’attacco a Gaza;
– Riso­lu­zione 111 (1956): con­danna Israele per l’attacco alla Siria, che ha ucciso cinquanta-sei per­sone;
– Risoluzione 127 (1958): rac­co­manda a Israele di sospen­dere la sua zona “no man” (di nes­suno) a Geru­sa­lemme;
– Riso­lu­zione 162 (1961): chiede a Israele di rispet­tare le deci­sioni delle Nazioni Unite;
– Riso­lu­zione 171 (1962): indica bru­tali vio­la­zioni del diritto inter­na­zio­nale da parte di Israele nel suo attacco alla Siria;
– Riso­lu­zione 228 (1966): cen­sura Israele per il suo attacco a Samu in Cisgior­da­nia, allora sotto il con­trollo gior­dano;
– Riso­lu­zione 237 (1967): chiede con urgenza a Israele di con­sen­tire il ritorno dei pro­fu­ghi pale­sti­nesi;
– Riso­lu­zione 242 (1967): l’occupazione israe­liana della Pale­stina è ille­gale;
– Riso­lu­zione 248 (1968): con­danna Israele per il suo attacco mas­sic­cio su Kara­meh in Gior­da­nia;
– Riso­lu­zione 250 (1968): chiede a Israele di aste­nersi dal dispie­ga­mento mili­tare (parata) a Geru­sa­lemme;
– Riso­lu­zione 251 (1968): deplora pro­fon­da­mente il dispie­ga­mento mili­tare (parata) israe­liano a Geru­sa­lemme, in spre­gio della riso­lu­zione 250;
– Riso­lu­zione 252 (1968): dichiara nulli gli atti di Israele volti a uni­fi­care Geru­sa­lemme come capi­tale ebraica;
– Riso­lu­zione 256 (1968): con­danna del raid israe­liano sulla Gior­da­nia e delle palesi vio­la­zioni del diritto inter­na­zio­nale;
– Riso­lu­zione 259 (1968): deplora il rifiuto di Israele di accet­tare la mis­sione delle Nazioni Unite per valu­tare l’occupazione dei ter­ri­tori;
– Riso­lu­zione 262 (1968): con­danna Israele per l’attacco sull’aeroporto di Bei­rut;
– Riso­lu­zione 265 (1969): con­danna Israele per gli attac­chi aerei di Salt in Gior­da­nia;
– Riso­lu­zione 267 (1969): cen­sura Israele per gli atti ammi­ni­stra­tivi atti a modi­fi­care lo sta­tus di Geru­sa­lemme;
– Riso­lu­zione 270 (1969): con­danna Israele per gli attac­chi aerei sui vil­laggi nel sud del Libano;
– Riso­lu­zione 271 (1969): con­danna Israele per la man­cata ese­cu­zione delle riso­lu­zioni delle Nazioni Unite su Geru­sa­lemme;
– Riso­lu­zione 279 (1970): chiede il ritiro delle forze israe­liane dal Libano;
– Riso­lu­zione 280 (1970): con­danna gli attac­chi israe­liani con­tro il Libano;
–Riso­lu­zione 285 (1970): richie­sta dell’immediato ritiro israe­liano dal Libano;
– Riso­lu­zione 298 (1971): deplora il cam­bia­mento dello sta­tus di Geru­sa­lemme ad opera di Israele;
– Riso­lu­zione 313 (1972): chiede ad Israele di fer­mare gli attac­chi con­tro il Libano;
– Riso­lu­zione 316 (1972): con­danna Israele per i ripe­tuti attac­chi sul Libano;
– Riso­lu­zione 317 (1972): deplora il rifiuto di Israele di riti­rarsi dagli attac­chi;
– Riso­lu­zione 332 (1973): con­danna di Israele ripe­tuti attac­chi con­tro il Libano;
– Riso­lu­zione 337 (1973): con­danna Israele per aver vio­lato la sovra­nità del Libano;
– Riso­lu­zione 347 (1974): con­danna gli attac­chi israe­liani sul Libano;
– Assem­blea Gene­rale riso­lu­zione 3236 (1974): san­ci­sce i diritti ina­lie­na­bili del popolo pale­sti­nese in Pale­stina all’autodeterminazione senza inter­fe­renze esterne, all’indipendenza e alla sovra­nità nazio­nale;
– Riso­lu­zione 425 (1978): chiede a Israele di riti­rare le sue forze dal Libano;
– Riso­lu­zione 427 (1978): chiede a Israele di com­ple­tare il suo ritiro dal Libano;
– Riso­lu­zione 444 (1979): si ram­ma­rica della man­canza di coo­pe­ra­zione con le forze di pace delle Nazioni Unite da parte di Israele;
– Riso­lu­zione 446 (1979): sta­bi­li­sce che gli inse­dia­menti israe­liani sono un grave osta­colo per la pace e chiede a Israele di rispet­tare la Quarta Con­ven­zione di Gine­vra;
– Riso­lu­zione 450 (1979): chiede a Israele di smet­tere di attac­care il Libano;
– Riso­lu­zione 452 (1979): chiede a Israele di ces­sare la costru­zione di inse­dia­menti nei ter­ri­tori occu­pati;
– Riso­lu­zione 465 (1980): deplora gli inse­dia­menti di Israele e chiede a tutti gli Stati mem­bri di non dare assi­stenza agli inse­dia­menti in pro­gramma;
– Riso­lu­zione 467 (1980): deplora viva­mente l’intervento mili­tare di Israele in Libano;
– Riso­lu­zione 468 (1980): chiede a Israele di annul­lare le espul­sioni ille­gali di due sin­daci pale­sti­nesi e di un giu­dice, e di faci­li­tare il loro rien­tro;
– Riso­lu­zione 469 (1980): deplora viva­mente la man­cata osser­vanza da parte di Israele dell’ordine del Con­si­glio di non depor­tare i pale­sti­nesi;
– Riso­lu­zione 471 (1980): esprime pro­fonda pre­oc­cu­pa­zione per il man­cato rispetto della Quarta Con­ven­zione di Gine­vra da parte di Israele;
– Riso­lu­zione 476 (1980): riba­di­sce che la richie­sta di Geru­sa­lemme da parte di Israele è nulla;
– Riso­lu­zione 478 (1980): cen­sura Israele, nei ter­mini più ener­gici, per la sua pre­tesa di porre Geru­sa­lemme sotto la pro­pria legge fon­da­men­tale;
– Riso­lu­zione 484 (1980): dichiara impe­ra­ti­va­mente che Israele rila­sci i due sin­daci pale­sti­nesi depor­tati;
– Riso­lu­zione 487 (1981): con­danna con forza Israele per il suo attacco con­tro l’impianto per la pro­du­zione di ener­gia nucleare in Iraq;
– Riso­lu­zione 497 (1981): dichiara che l’annessione israe­liana del Golan siriano è nulla e chiede che Israele revo­chi imme­dia­ta­mente la sua deci­sione;
– Riso­lu­zione 498 (1981): chiede a Israele di riti­rarsi dal Libano;
– Riso­lu­zione 501 (1982): chiede a Israele di fer­mare gli attac­chi con­tro il Libano e di riti­rare le sue truppe;
– Riso­lu­zione 509 (1982): chiede ad Israele di riti­rare imme­dia­ta­mente e incon­di­zio­na­ta­mente le sue forze dal Libano;
– Riso­lu­zione 515 (1982): chiede ad Israele di allen­tare l’assedio di Bei­rut e di con­sen­tire l’ingresso di approv­vi­gio­na­menti ali­men­tari;
– Riso­lu­zione 517 (1982): cen­sura Israele per non obbe­dire alle riso­lu­zioni ONU e gli chiede di riti­rare le sue forze dal Libano;
– Riso­lu­zione 518 (1982): chiede che Israele coo­peri pie­na­mente con le forze delle Nazioni Unite in Libano;
– Riso­lu­zione 520 (1982): con­danna l’attacco di Israele a Bei­rut Ovest;
– Riso­lu­zione 573 (1985): con­danna vigo­ro­sa­mente Israele per i bom­bar­da­menti in Tuni­sia durante l’attacco alla sede dell’OLP;
– Riso­lu­zione 587 (1986): prende atto della pre­ce­dente richie­sta a Israele di riti­rare le sue forze dal Libano ed esorta tutte le parti a riti­rarsi;
– Riso­lu­zione 592 (1986): deplora viva­mente l’uccisione di stu­denti pale­sti­nesi all’università di Bir Zeit ad opera di truppe israe­liane;
– Riso­lu­zione 605 (1987): deplora viva­mente le poli­ti­che e le prassi israe­liane che negano i diritti umani dei pale­sti­nesi;
– Riso­lu­zione 607 (1988): chiede ad Israele di non espel­lere i pale­sti­nesi e di rispet­tare la Quarta Con­ven­zione di Gine­vra;
– Riso­lu­zione 608 (1988): si ram­ma­rica pro­fon­da­mente del fatto che Israele ha sfi­dato le Nazioni Unite e depor­tato civili pale­sti­nesi;
– Riso­lu­zione 636 (1989): si ram­ma­rica pro­fon­da­mente della depor­ta­zione di civili pale­sti­nesi ad opera di Israele;
– Riso­lu­zione 641 (1989): con­ti­nua a deplo­rare la depor­ta­zione israe­liana dei pale­sti­nesi;
– Riso­lu­zione 672 (1990): con­danna Israele per le vio­lenze con­tro i Pale­sti­nesi a Haram Al-Sharif/Temple Monte;
– Riso­lu­zione 673 (1990): deplora il rifiuto israe­liano a coo­pe­rare con le Nazioni Unite;
– Riso­lu­zione 681 (1990): deplora la ripresa israe­liana della depor­ta­zione dei pale­sti­nesi;
– Riso­lu­zione 694 (1991): si ram­ma­rica della depor­ta­zione dei pale­sti­nesi e chiede ad Israele di garan­tire la loro sicu­rezza e il ritorno imme­diato;
– Riso­lu­zione 726 (1992): con­danna fer­ma­mente la depor­ta­zione dei pale­sti­nesi ad opera di Israele;
– Riso­lu­zione 799 (1992): con­danna fer­ma­mente la depor­ta­zione di 413 pale­sti­nesi e chiede ad Israele il loro imme­diato ritorno;
– Riso­lu­zione 1397 (2002): afferma una visione di una regione in cui due Stati, Israele e Pale­stina, vivono fianco a fianco all’interno di fron­tiere sicure e rico­no­sciute;
– La riso­lu­zione dell’Assemblea gene­rale ES-10/15 (2004): dichiara che il muro costruito all’interno dei ter­ri­tori occu­pati è con­tra­rio al diritto inter­na­zio­nale e chiede a Israele di demolirlo.

Fonte: ilmanifesto.it

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