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Il Crowdfunding arriva a Napoli. Un’alternativa dal basso per uscire dalla crisi.

set 14, 2013 by

crowdfunding NapoliNapoli. 13 settembre 2013. Al Tiempo Business Center la sala Manzoni è gremita per il convegno “Finanziare progetti di Crowdfunding: tra innovazione e cooperazione”, organizzato e promosso da Legacoop Campania e Master Mind srl. Un momento di confronto con imprenditori, cooperative, manager e giornalisti, sui meccanismi di finanziamento dal basso. 

Crowdfunding, letteralmente “finanziamento della folla”, prevede la collaborazione diretta delle persone, che donano piccole somme di denaro per progetti innovativi e start up. Essendo direttamente coinvolta, la folla si sente parte del progetto e lo segue nei suoi sviluppi. Questa forma di micro-finanziamento opera esclusivamente online. Fiscalmente è una donazione che non prevede una successiva rendicontazione. 

 

Non sempre si riesce nell’impresa. Ottenere questo tipo di finanziamento ha una possibilità di riuscita del 30%. Per questo la donazione consapevole si candida ad essere un’alternativa reale alle classiche forme di accesso al credito. I costi di realizzazione possono essere decisamente contenuti, anche perché si compie di due fasi: ideazione e realizzazione del progetto e la sua diffusione via web, su social media o piattaforme dedicate. 

 

Ribattezzato durante il convegno con il più napoletano “Colletta… Come quella che si faceva da bambini per comprare il supersantos” dice Imparato, il crowdfunding necessita di una buona idea, innovativa, fruibile e d’impatto. Bisogna creare un video che promuova il progetto e condividerlo sul web. Farlo girare su social media e blog per chiedere una piccola donazione che finanzi l’iniziativa.

Il settore del sociale è quello che maggiormente in Italia utilizza con successo il crowdfunding. Tra gli altri, il mondo musicale italiano lo ha sperimentato nell’ultimo anno. Un esempio su tutti è Music Raiser. Una piattaforma ideata per i musicisti e gli addetti ai lavori che realizzano dischi e video grazie al contributo diretto e consapevole del pubblico.

 

Adesso Napoli, da capoluogo della regione più giovane d’Italia, si candida a essere la capitale del crowdfunding per creare opportunità anche per le imprese. Infatti tra i relatori è presente l’assessore alle Attività produttive del Comune di Napoli Enrico Panini. Introduce e media il vice presidente di Lega Coop Campania Massimo Pelosi con i relatori Maurizio Imparato di Master Mind, organizzatore; Sergio D’Angelo – Gesco Sociale e Roberto Esse, direttore di Radio Club 91.

Il Presidente della Gesco Sergio D’Angelo, si riallaccia all’idea di una folla che investe in modo consapevole e invita a “Ritrovare il senso della politica, come risposta ai problemi individuali delle persone”… “La crisi economica e valoriale ha messo in discussione anche quello della solidarietà”… “bisogna investire sulla formazione”… “Uomini e donne devono essere guidati. Ci hanno abituati a una società edonistica dove è passata la contro-ideologia che essere poveri è una colpa”… “Mobilitare risorse private per idee innovative restituisce un senso di responsabilità a chi è oggetto e chi è soggetto della “colletta””. Su Napoli capitale mondiale del crowdfunding risponde “Napoli è la città più povera d’Italia e purtuttavia è la più creativa e accogliente e solidale. Se non c’è spazio per gli ultimi, la coesistenza sociale sarà complicata”. 

Maurizio Imparato, manager e trainer, ha illustrato in modo semplice e esaustivo il crowdfunding, come accedervi e come funziona nel mondo “Esistono 37 piattaforme che fatturano 13 milioni di euro in Italia”… “Bisogna pensare all’idea come condivisione di un patrimonio comune, essere innovativi e non aver mai paura di chiedere”. 

crowdfunding Napoli 2

L’assessore Panini si sofferma su “Due aspetti fondamentali del vivere comune: la politica e le emozioni, che sono tra loro strettamente intrecciati… “Come si esce dalla crisi? Nella percezione individuale e di chi gestisce, il caso italiano è sempre più il Caso Italiano. La crisi non è più mondiale, ma si avvia ad una fase politico-economica diversa. Il sud d’Europa è in sofferenza come la Grecia e l’Italia. Il circuito dl credito prevedono tempi brevi di restituzione. La stessa Spagna ha iniziato il percorso, mentre l’Italia ha chiesto l’allungamento dei tempi di restituzione. Abbiamo diversi aspetti del problema: il credito e una mancanza politiche mirate, il tempo e i giovani. Problema che non si risolve cambiando i modelli contrattuali. Per questo bisogna attivare processi in controtendenza con questa fase. Ad esempio gli interventi realizzati con fondi strutturali sono senza consenso sociale, ma prevedono i passaggi: Istituzione, Bando, Persona. Con una totale assenza di pressione sociale”…“Per cui una comunità di individui emotivamente e intrinsecamente motivati, rende questo percorso del crowdfunding peculiare, flessibile e selettivo, richiamando il processo egemonico gramsciano”. Fare impresa a Napoli è possibile, anche per gli sportelli che il comune sta mettendo a disposizione del cittadino, ma “è necessario capire che l’auto-imprenditorialità è un progetto di vita, non vuol dire essere l’imprenditore di se stesso”. 

Roberto Esse pone l’accento sulla necessità di avviare progetti che coprano il tempo libero e lo sport. “Come quando si auspicava un azionariato popolare per salvare il Napoli vicino al fallimento. Il crowdfunding deve essere visto come un’arma di costruzione di massa”. 

Non c’è limite alle buone idee. Per lanciare un nuovo prodotto o per fare qualcosa che sa utile alla collettività. La fantasia inizia a prendere il sopravvento e un’idea come quella che mi è venuta durante il convegno deve essere condivisa, direbbe Imparato. E se lanciassimo una sfida, una raccolta fondi mondiale prendendo i terreni avvelenati tra Napoli e Caserta per farli diventare un’enorme distesa di pannelli solari? Ogni pannello con il nome del donatore a raccontare la vita che si rinnova. E non la morte che continua a bruciare silenziosa attorno a noi.

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