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Intervista a padre Alex Zanotelli del 2011 sull’ acqua pubblica

mag 23, 2012 by

Il 12 e 13 giugno 2011, gli elettori italiani si sono assunti la responsabilità di decidere la modalità più idonea per la gestione dell’acqua. Attraverso un referendum abrogativo, dopo 15 anni in cui le consultazioni dal basso all’italiana non erano riuscite a raggiungere sistematicamente il quorum, la battaglia è stata stravinta dai cittadini che si sono espressi a favore dell’acqua pubblica e, quindi, contro la privatizzazione di essa. Il quorum è stato raggiunto grazie ai 27 milioni di persone che si sono recati alle urne. Un vero plebiscito del SI. Infatti, contro la privatizzazione dell’acqua hanno detto Si il 95,35% dei votanti, credendo così nel trionfo della democrazia. Inoltre, ciò dimostra che in Italia c’è ancora chi si batte per la difesa dei principi costituzionali. Ma se tutto questo è vero, è anche vero, dicono i comitati, che la volontà popolare rischia di essere cancellata. Il governo Monti, infatti, ha approvato norme contrarie all’esito referendario. Nel decreto per le liberalizzazioni ci sono due articoli che vietano la possibilità della gestione pubblica degli acquedotti e costringono gli enti locali a mettere a gara la gestione dei servizi pubblici locali, e, negli emendamenti al decreto privatizzazioni presentati in Senato, c’è il tentativo di riproporre, ancora una volta, la privatizzazione dell’acqua. Dunque, dal momento che la battaglia è ancora aperta, volgiamo uno sguardo indietro, ascoltando le parole di Padre Alex Zanotelli che da anni si batte per evitare la privatizzazione dell’acqua.

Maria Teresa della Corte

Intervista di Marco Peluso

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