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LA CHIESA TACE DAVANTI ALL’ONU SUGLI ABUSI

gen 17, 2014 by

papa_francesco_

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L’opacità e il silenzio continuano sui casi di pedofilia commessi per anni da membri della Chiesa cattolica in tutto il mondo. Il Vaticano ha evitato ieri, in una storica apparizione pubblica davanti alle Nazioni Unite per affrontare la questione degli abusi sui minori, di fornire informazioni dettagliate sui casi esaminati o sanzioni inflitte ai responsabili. La mancanza di chiarezza e le parole calde dei membri della delegazione della Santa Sede, che per la prima volta è comparsa dinanzi ad un organismo pubblico internazionale per spiegare le sue azioni circa lo scandalo abusi che ha coinvolto la Chiesa, accusata per decenni di chiudere gli occhi, contrastano con il discorso più audace di papa Francesco che, fin dal suo arrivo , ha sostenuto una crociata contro il flagello della pedofilia. Un pontefice che – pur senza menzionare esplicitamente i casi di abuso e anche con riferimento alla corruzione – ha detto ieri nella sua quotidiana omelia mattutina che c’è da provare “vergogna” per gli scandali prodotti all’interno della Chiesa.

I suoi delegati  davanti alla Commissione della Convenzione sui diritti del fanciullo a Ginevra, dove il Vaticano ha dovuto sottostare a questo trattato vincolante, non sono stati così convincenti. Infatti, il Comitato ha accusato la Santa Sede di essere “poco trasparente” su questo argomento. I membri del Comitato, che pubblicherà i risultati il 31 gennaio, non sono stati soddisfatti dalle parole del rappresentante del Vaticano davanti alle Nazioni Unite, Silvano Tomasi, che ha riconosciuto che esistono pedofili  tra il clero, anche se ha poi aggiunto che ve ne sono anche “tra i membri delle professioni più rispettate al mondo”. “Questo è particolarmente grave all’interno della Chiesa” ha detto “perché queste persone occupano posizioni autorevoli e sono chiamate a promuovere e proteggere tutti i componenti della persona, compresa la salute fisica, emozionale e spirituale” .

Mentre ha parlato delle varie politiche e protocolli di prevenzione che il Vaticano ha lanciato per frenare tali crimini – tra cui la creazione di una commissione speciale da parte di papa Francesco per evitare che questi crimini continuino a verificarsi – la delegazione vaticana ha lasciato intendere che gli abusi sui minori sono una cosa del passato. Sia Tomasi che il vescovo ausiliare di Malta, Charles Scicluna, l’altro rappresentante che ha partecipato all’udienza di oltre sei ore davanti ai 18 membri del comitato delle Nazioni Unite, ha risposto evasivamente alle domande acute e persistenti di questi esperti sui sospetti trasferimenti nella Diocesi dei responsabili degli abusi denunciati dalle organizzazioni delle vittime, la mancanza di trasparenza nelle indagini della Chiesa stessa o la risposta del Vaticano su questi casi. Il messaggio della Santa Sede è stato chiaro: i religiosi non sono funzionari del Vaticano, ha sostenuto Tomasi, che crede che indagare e perseguire questi crimini spetti ai membri delle comunità dove sono stati commessi gli abusi.

Il discorso ha deluso le organizzazioni delle vittime, che hanno lamentato la mancanza di chiarezza circa le sanzioni per i colpevoli e il risarcimento delle vittime. Avevano sperato che il cambio di rotta iniziato nell’ultimo anno di mandato di Benedetto XV, e soprattutto con Jorge Maria Bergoglio , si traducesse  ieri in qualcosa in più che parole e discorsi .

Ma la delegazione vaticana non ha prodotto risposte adeguate alle domande dei membri del Comitato che, nel mese di dicembre dopo la prima relazione sull’attuazione dell’accordo firmato nel 1990, aveva richiesto ulteriori spiegazioni sulle accuse di abusi sui minori.

L’investigatore principale della commissione per i diritti umani, Sara Oviedo, ha chiesto alla delegazione chiarimenti sulla frequenza “allarmante” in cui “abusanti” sono trasferiti in altre zone, invece di essere consegnati alla polizia. Data la politica di “tolleranza zero” della Chiesa cattolica con gli abusi, Oviedo ha chiesto  “perché si è tentato di coprire e nascondere questi tipi di casi?”. La delegazione ha negato che la Santa Sede ha ostacolato le azioni degli Stati membri nei confronti di coloro che abusano – così Tomasi ha anche detto su Radio Vaticana, dove ha affermato che l’argomento “non ha alcun fondamento”. 

Né le richieste costanti  di Kirsten Sandberg, presidente del Comitato, che ha tanto insistito coi rappresentanti del Vaticano, hanno avuto i frutti per ottenere i dati sulle indagini di abusi in possesso del Vaticano. Il Vaticano si nasconde dietro il “rispetto”, la “protezione” e la ” privacy” delle vittime e di mantenere il segreto d’indagine, e anche Tomasi ha affermato che entro il 2012 aveva documentato 612 casi di abusi sessuali in cui era coinvolto il personale del clero; sono stati 418 gli abusi sui minori.

Fonte: elpais

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