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La manifestazione del 26 ottobre della “Terra dei Fuochi” e intervista al portavoce del coord. comiati fuochi.

nov 15, 2013 by

Avevamo la necessità di capire la natura dei movimenti che stanno portando avanti una battaglia importante per l’ambiente qui in Campania. Quindi abbiamo deciso di intervistare il portavoce del coordinamento comitati fuochi di Napoli e di seguire da vicino le manifestazioni del 26 ottobre e del 16 novembre.

Alla manifestazione del 26 ottobre era presente davvero un bel po’ di gente. Non i numeri che malevolmente qualcuno ha indicato come 20-25 mila, ma neanche il milione che qualcuno ha avuto il coraggio di affermare. Quella della “Terra dei Fuochi” è stata una manifestazione di protesta alla quale l’attore unico e principale in scena forse sarebbe dovuto essere Angelo Ferrillo. Perché dal principio, fino all’arrivo a piazza Plebiscito e cioè fino a quando non verrà aspramente contestato, la sua è stata l’unica voce ascoltata dalle casse dell’auto che trainava la manifestazione e l’abbiamo sentito attaccare associazioni, comitati, stampa, politica in generale, istituzioni ed ha lanciato il monito: «Sfortunato il popolo che ha bisogno di eroi». Le persone che hanno sfilato per la città son venute da ogni parte della Campania e alcune anche da Taranto. Da segnalare le tante bandiere neoborboniche e l’invito fatto dall’organizzazione a Casapound, o almeno così è scritto sulla pagina dell’organizzazione fascista di facebook.

In questi anni abbiamo intervistato Raffaele Del Giudice, Antonio Marfella e padre Alex Zanotelli sul tema dei rifiuti e dell’inquinamento per tentare di sfondare, nel nostro piccolo, quell’enorme muro di silenzio che iniziava dal passare sull’asse mediano senza notare i fumi sullo sfondo, al non chiedersi da dove proviene quello che mangiamo e quello che beviamo, al far finta di non sapere i motivi “della brutta malattia” e fino al non considerare mai gli effetti sull’ambiente della sfrenata corsa ad aumentare il PIL per aumentare i consumi negli anni del benessere e negli anni di crisi.

L’evidenza, oltre ogni ragionevole dubbio, dell’impatto sulla salute dell’inquinamento che c’è stato in questi territori ha portato a un vero e proprio shock della popolazione negli ultimi mesi. A Castellammare di Stabia le mamme degli studenti di una scuola locale si sarebbero ribellati per evitare che ai propri figli venissero serviti panini e verdura provenienti da Giugliano, senza considerare che la città stabiese è la foce del fiume più inquinato di tutta l’Europa intera. Le confessioni del pentito Schiavone e le desecretazioni delle sue affermazioni alla commissione parlamentare d’inchiesta nel 1997 hanno portato alla ribalta dei media nazionali la questione della terra dei fuochi.

Oltre ai fuochi che quotidianamente si accendono tra la provincia nord di Napoli e l’immediata provincia casertana, oltre allo sversamento illegale di ogni tipo di sostanza c’è la questione delle discariche che non funzionavano e non funzionano bene e che hanno intaccato irrimediabilmente le falda acquifere.

Ma come è potuto accadere tutto ciò? Qui vari pezzi di interviste fatte da noi a Del Giudice e al Prof. Marfella negli scorsi anni:

Il coordinamento comitati fuochi nasce nel luglio 2012 ed è composto da cittadini e da tante associazioni, che hanno denunciato e continuano a denunciare, per meglio organizzare la protesta e portare delle soluzioni in campo. Aderisce nel 2013 alla coalizione STOP BIOCIDIO la coalizione sociale di movimenti, reti, coordinamenti, collettivi, comitati e singoli attivisti contro l’emergenza sanitaria ed ambientale in Campania e che ha come missione la bonifica dei territori, il potenziamento del servizio sanitario in materia di prevenzione e cura dei tumori ed è contro alle discariche, agli inceneritori e punta alla strategia “zero waste”.

Mentre mi avvio all’intervista in via Argine a Napoli trovo una discarica a cielo aperto vicino, forse, a un campo coltivato. Stessa sorte sulla strada del ritorno, questa volta alla rotonda di Arzano.

Per vederlo su youtube clicca sull’immagine:

Video

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Che cos’è il biocidio? E cosa chiede il movimento? Un contributo di Antonio Musella con interventi di:
Prof. Antonio Giordano, presidente Sbarro Institute Philadelphia (Usa)
Stefano Di Foggia, Coord. Comitati Fuochi /Stop Biocidio
Susanna Frantina, Rete Commons /Stop Biocidio
Claudio Pellone, Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti /Stop Biocidio

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