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La Micron licenzia in massa in Italia, nonostante abbia aumentato il fatturato del 120% in un anno (Video)

gen 23, 2014 by

Arzano 23 Gennaio 2014

In viale De Feo, piena zona industriale arzanese, c’è la Micron Technologies, multinazionale specializzata nella produzione dei semiconduttori, quarta per fatturato nel mondo nel suo settore dopo Samsung, Intel e Broadcom. La Micron in un solo anno ha aumentato il fatturato del 120% arrivando a 4 miliardi di euro annui.

Nonostante ciò il 20 gennaio la Direzione Micron Italia, presso il Ministero dello Sviluppo Economico in un incontro tra le organizzazioni sindacali e le RSU, ha confermato le voci sull’eccedenza di personale, impiegato in Italia, definita nella misura del 40% così distribuita: 223 unità tra Agrate e Vimercate, 128 a Catania, 53 ad Arzano e 17 ad Avezzano.

Viale De Feo, Arzano il 23 Gennaio 2014

Viale De Feo, Arzano il 23 Gennaio 2014

I dirigenti dell’azienda hanno motivato le eccedenze con la soppressione di attività di supporto alla produzione, che ormai non si svolge più in Italia, alla commercializzazione che verrà concentrata “vicino ai clienti” e per un ridimensionamento per le funzioni di staff, nonché per l’effetto delle acquisizioni di Elpida in Giappone.

Di fatto dal 21 gennaio è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo.

Le organizzazioni sindacali hanno replicato dichiarando inaccettabili sia il numero degli esuberi, così come l’indisponibilità a prevedere un’alternativa produttiva ai licenziamenti e, infine, hanno criticato il metodo della procedura di licenziamento.
Il rappresentante del Governo e i parlamentari presenti all’incontro hanno sostenuto la richiesta di ritiro o, in subordine, la sospensione dell’apertura della procedura.

I sindacati denunciano che la direzione aziendale ha pervicacemente rifiutato persino di sospendare l’invio della lettera per 10 giorni.

La FIM, la FIOM e la UILM nazionali, con le RSU, hanno deciso di proclamare due giornate di sciopero per giovedì 23 e venerdì 24 Gennaio e di mobilitarsi per coinvolgere tutti coloro che hanno responsabilità dirette e indirette nell’orgine di questo licenziamento, che dimezza la forza lavoro di Micron in Italia e che si prevede sia solo l’inizio di un disimpegno totale dell’azienda nel paese.

 

Gianluigi Redaelli della Fim, senza mezze misure, parla di “un atto di pirateria” da parte di Micron che “compra una rivale, la spoglia dei brevetti e del portafoglio clienti e dismette tutto pur essendo in utile”.
La multinazionale, che ha visto in netta crescita il suo fatturato, senza ascoltare le richieste delle organizzazioni sindacali nè tantomeno quelle del governo, ha motivato il licenziamento di massa con la decisione di delocalizzare le attività negli Stati Uniti e in Asia.

 

Domani, venerdì 24 Gennaio, il presidio che si è svolto oggi sotto la sede della Micron ad Arzano si sposterà sotto la sede della Regione Campania per chiedere con forza l’apertura di un tavolo di discussione con Caldoro.

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