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Mondiali, i biglietti elettronici si fanno in Italia: Arzano batte la concorrenza

mag 17, 2014 by

mondiali

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I ticket vengono realizzati dalla Gep Spa, unico centro in grado di realizzare chip da inserire nei prodotti. Un’azienda campana simbolo di innovazione tecnologica

di Rossana Campisi

Arzano dista 20 minuti in macchina da Napoli. Quarantamila abitanti, un comune azzerato nel 2008 per infiltrazioni criminali. E’ il paese di Marcello D’Orta, maestro e scrittore di Io speriamo che me la cavo.

Ma Arzano è anche la patria dei nostri passaporti elettronici e di quei 4 milioni di ticket elettronici già stampati in vista del Campionato mondiale di calcio 2014 in Brasile. Una fucina che ha sede dentro gli uffici della Gem Spa, società sorta nel 1999 dentro il comprensorio della StMicroelectronics. Un’azienda specializzata nello sviluppo dei sistemi operativi anti-contraffazione in pieno regno della contraffazione. Accade anche questo nella terra oggi sotto i riflettori per le gesta di Genny a’ Carogna. In Campania c’è un polo di tecnologia e di massima sicurezza dove il bene più minacciato (la privacy) è sotto osservazione.«Gep, acronimo inglese di Global Electronic Passports, nasce per occuparsi dello sviluppo di sistemi operativi per passaporti elettronici. La sicurezza applicata in questo campo è stata poi applicata al mondo dei trasporti pubblici e della bigliettazione elettronica. Siamo l’unico centro in Italia che realizza microprocessori contactless, ovvero chip da inserire nei prodotti: carte d’identità, passaporti, smart card e ticket» spiega Cesare Paciello, 42 anni, direttore generale.

La Gep Spa fa parte del gruppo francese Arjowiggins Security (con partecipazioni di StMicroelectronics dell’8%, e Aci Informatica del 6%) noto del mondo della sicurezza fisica, ovvero dei materiali: la carta usata per le banconote, quella per i passaporti o i biglietti. Ad Arzano, con la sicurezza elettronica, il lavoro è completato.
«I biglietti realizzati per il Mondiali hanno due componenti: un chip con antenna Rfid, per l’identificazione a radiofrequenza e un sistema di crittografia che ne impedisce la clonabilità, e una carta di sicurezza che contiene fibrille inserite nella polpa della carta prima della stampa e non dopo come avviene con l’inchiostro. Le fibrille reagiscono alla lampada UV e i dati non posso essere letti ad occhio nudo ma solo con un certo lettore», aggiunge Paciello.

La joint venture è già stata collaudata nel 2003 per sviluppare (unica azienda in Europa) il sistema operativo per il passaporto elettronico fornito poi all’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato. Anche il Brasile si è avvalso del loro sistema per realizzare i passaporti locali. Tanto che nel 2013 è arrivato l’incarico per realizzare i ticket della Confederation Cup in Brasile.

In vista delle 64 partite del prossimo campionato del mondo di calcio, la società di Arzano ha chiuso il 2013 in crescita con un fatturato di 10 milioni (e prospettive di crescita), un viavai di colloqui per assunzioni e stage degli studenti da tutta la Campania, e uno staff di 28 dipendenti: 7 donne, età media 40 anni.

Un’eccellenza in campo tecnologico che è riuscita a distanziare la concorrenza dell’innovazione cinese. Un piccolo chip di silicio alla base di una rivoluzione più potente del microprocessore che portò l’uomo sulla luna. E tutto fatto in Italia. «Sarebbe stato più semplice trasferirci altrove ma ci piace pensare che qui facciamo emergere i nostri talenti. Siamo in un distretto culturale dalla lunga tradizione. A Marcianise la StMicroelectronics si occupa di sistemi operativi per altri mercati: banche e gsm». Con buona pace di Genny a’ Carogna, la Campania è anche questo: innovazione e eccellenza.

Fonte: espresso.repubblica.it

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