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(Video) Assemblea permanente in fabbrica ad Arzano. 120 operai della Nuova Sinter in agitazione

ott 16, 2014 by

Era il 22 settembre quando all’ingresso della Nuova Sinter di Ivrea, in provincia di Torino, gli imprenditori Zucco, padre e figlio, vengono contestati ai cancelli della fabbrica, con uno dei due addirittura espulso dalla stessa. “Tu oggi non entri” gli dicevano. Il 21 Luglio la Nuova Sinter fu dichiarata fallita e ora in mezzo alla strada si ritrovano gli operai di Torino e di Arzano, in totale 237.


L’accusa mossa dagli operai di Arzano a Zucco è semplice: sciacallaggio. Gli operai ci raccontano che la Nuova Sinter è stata presa in gestione quando aveva commesse con grandi multinazionali del mercato automobilistico e di quei clienti non vi è più traccia per la cattiva gestione e infelici scelte societarie, come la mancanza di investimenti in ricerca e sviluppo, fondamentali per chi lavora nell’indotto di Fiat, General Motors, Ford, Opel, Peugeot e Renault. Inoltre i lavoratori non ricevono da mesi lo stipendio e, nonostante gli venisse sottratto in busta paga, non veniva versato il TFR da anni. Operai che si trovano nel limbo del né troppo vecchi per andare in pensione né troppo giovani da riuscire facilmente a reinventarsi nel mondo del lavoro, flessibile più che mai.

Gli operai ci raccontano che la storia dello sciacallaggio dell’azienda, che è sul territorio da decenni, non è partita con gli Zucco, ma da lontano e cioè dalla vecchia proprietà austriaca della Miba che già portò in Austria alcuni brevetti. Nonostante ci stesse ancora oggi la possibilità di interloquire con grosse multinazionali, le commesse non potranno essere soddisfatte perché i conti della società non permettono di soddisfare un investimento in tal senso.

Il dibattito pubblico è totalmente spostato sulla qualità della classe politica e difficilmente gli organi di informazione mainstream si fanno domande sulle qualità, morali e professionali, della classe imprenditoriale. Di come questa stessa consegua i suoi obiettivi nei vincoli imposti dalla costituzione* e di come la figura dell’imprenditore abbia influito sulla politica, sulla crisi economica, sull’ambiente e, sia sulla flessibilità che sulla reperibilità e l’organizzazione, del lavoro.

*”Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”

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